L’ultimo grande personaggio storico sanfeliciano è certamente l’ammiraglio Carlo Bergamini (classe 1888): comandante in capo delle forze navali italiane durante la seconda guerra mondiale, si inabissò con i suoi uomini nella corazzata “Roma” al largo dell’isola dell’Asinara nel settembre 1943 (1.352 vittime). Medaglia d’oro al Valor Militare alla memoria.

Doveroso poi ricordare, anche se molto velocemente, i nomi di grandi personaggi risorgimentali e non solo.

Il patriota, nato nella frazione di San Biagio da antica ed illustre famiglia, Giacomo Bignardi (1805-1834), compagno di Ciro Menotti nella rivolta del 1831. Esule in Francia, divenne direttore della fortificazione di Tolone. Morì a Lione.

Onorio Ferraresi, nobile uomo, colonnello, patriota. Combattente del 1831 e del ’48, di nuovo in armi fra i volontari del 1859/60. Insignito della medaglia per la guerra dell’Indipendenza Italiana e di due medaglie d’argento al valor militare. Deceduto nel 1887.

 

Giuseppe Campi (1788-1873), soldato, ingegnere civile, poeta, letterato e patriota. Coltivò gli studi filosofici e letterari, portando a termine diverse opere. A Milano con i carbonari, poi nei moti del ‘21 e ‘31. Fu nominato Cavaliere dell’Ordine di Casa Savoia dei SS. Maurizio e Lazzaro e successivamente Commendatore.

 

Don Giuseppe Costa Giani (1762-1815), carriera ecclesiastica. Fu teologo, filosofo e insegnante di scienze naturali. Istruì gratuitamente per quasi vent’anni la gioventù sanfeliciana. Ebbe la soddisfazione di vedere riconosciuto il suo lodevolissimo metodo d’insegnamento dal ministro del Regno d’Italia Giovanni Scopoli, direttore generale della Pubblica Istruzione. Insegnante privato di cui anche il sopra citato Giuseppe Campi fu allievo. A loro due è dedicata la locale biblioteca comunale.

 

Don Orazio Cavicchioni (1719-1765), Vicario Foraneo e Arciprete della Chiesa del territorio. Primo storiografo sanfeliciano, definito sacerdote dottissimo, scrisse “Le memorie storiche dell’inclita terra di San Felice”, la storia locale dal 303 al 1470, opera poi aggiornata fino al 1775 da Giovanni Battista de Campi Lanzi. La sua dipartita venne così commentata: «…con danno immenso di questa Terra».

 

Augusto Modena (1857-1934), famoso benefattore e patrocinatore di spettacoli lirici di altissimo livello. Il suo nome è legato alla locale casa di riposo a lui intitolata, alla quale lasciò la quasi totalità dei suoi beni. Grande appassionato di musica, non lesinò fatiche e denaro affinché a San Felice sul Panaro venissero rappresentate stagioni liriche di risonanza assoluta. Per suo interessamento si esibirono nel nostro Teatro comunale direttori d’orchestra e cantanti di fama nazionale.

Aldo Roncaglia (1886-1954), artista poliedrico, musicista, architetto e pittore. Nel 1995 nasce una mostra di pittura a lui intitolata, “Il Premio Aldo Roncaglia” che diventerà poi biennale e avrà una risonanza di livello nazionale. Al suo nome venne anche dedicata la storica, secolare Banda cittadina.

Maria Barbara Tosatti (1891-1934), poetessa, definita allora “Leopardi al femminile”. Di lei scrisse con stupito stupore anche il grande critico letterario Benedetto Croce. San Felice nel 1961 le ha intitolato una via.

Amilcare Puviani (1854-1907), economista, studioso di economia politica e docente di scienza delle finanze alle Università di Bologna e Perugia. Il suo straordinario lavoro fu limitato da una grave malattia agli occhi che lo portò alla quasi totale cecità.

Cesare Razzaboni (1830-1893), ingegnere e politico, docente di cosmografia, trigonometria, idraulica sublime e meccanica nazionale presso le Università di Modena e Bologna. Deputato al parlamento nella XIII legislatura del Regno d’Italia. Socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei, occupato in questioni idrauliche e di bonifica. A lui è dedicato un busto marmoreo con epigrafe all’interno dell’Università di Bologna.

Mario Celso Ascari (1907-1940), tre lauree, astronomo e fenomenale geografo. Docente presso l’Università di Genova. Morì giovanissimo, a soli 33 anni, a Tirana in Albania, dove era impegnato in studi, ricerche scientifiche e mappatura del territorio. Letale una febbre malarica.

Giuseppe Venturini (1877-1965), studioso impegnato nel campo dell’archeologia, alla ricerca di testimonianze dell’evoluzione ambientale e del popolamento nella Bassa modenese, dall’età del bronzo e all’età moderna.

Adeodato Bonasi (1838-1920), politico e accademico. Impegnato negli studi giuridici, prevalentemente diritto amministrativo e costituzionale. Professore all’Università di Modena prima e Pisa poi. Fu Regio Commissario Straordinario del Comune di Milano. Nel 1886 eletto deputato nel collegio di Modena: Presidente del Consiglio e Ministro di Grazia e Giustizia.

Emilio Tosatti (1854-1911), nel 1869 fondatore della locale Società Operaia di Mutuo Soccorso. Nel 1893 diede vita alla Banca Popolare di San Felice sul Panaro: fu lui a idearla, crearla e condurla fino ai suoi ultimi giorni.

Giacomo Ferri (1860-1930), laureato in giurisprudenza. Pretore a Reggio Emilia, Rovigo e Ravenna. Sindaco di San Felice sul Panaro. Senatore del Regno dal 1920, eletto nel Collegio di San Giovanni in Persiceto. Temperamento senza tregua, irrequieto ed esuberante. Ha rappresentato il movimento socialista nella Bassa modenese e bolognese. A lui si deve la nascita delle prime cooperative e delle case popolari.

Quinto Tosatti (1890-1960), giornalista, insegnante e senatore. È stato commissario dell’Istituto di Studi Romani e membro della giunta di presidenza della Federazione Nazionale di Stampa Italiana. Senatore nella prima legislatura, componente di diverse commissioni.

Professor Mario Paltrinieri (1905-1997), docente universitario e primario a Modena. Dal 1969 al 1975 direttore dell’Istituto Ortopedico Rizzoli in Bologna. Stimatissimo pioniere europeo nell’utilizzo di protesi d’anca.

Don Clodoveo Tassinari (1912-2012), salesiano, nato nella frazione di Dogaro. Una vita di eccezionale esperienza missionaria trascorsa in Giappone. Per i suoi meriti straordinari, nel 1970 l’Imperatore gli conferì il titolo di Commendatore dell’Ordine del Sacro Tesoro Imperiale, la più alta onorificenza concessa a un cittadino straniero.

Il professor Lodovico Bergamini (1924-1996), primario di neurologia. Direttore della Clinica di malattie nervose e mentali, la clinica universitaria dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. Essendo considerato maestro della Neurologia piemontese, nel 2016 fu dato il suo nome al un nuovo reparto diventato punto di riferimento a livello regionale.  Era responsabile delle attività mediche della Juventus. A lui è intitolato lo stadio comunale di San Felice sul Panaro.

Padre Pasquale Cerchi (1921-1999), grande salesiano che in Bolivia, per oltre 40 anni, si applicò con impegno e determinazione al lavoro in favore di adolescenti e giovani poveri. Pochi mesi prima della morte, il Ministro dell’Educazione gli consegnò la più alta onorificenza con la medaglia al merito e il titolo di “Commendatore”. Nel 2009, come omaggio alla memoria e gratitudine, la “sua” gente di El Alto (La Paz) gli ha dedicato un monumento.

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